Diventare Hank: Come Tom Hiddleston si é trasformato in un’icona della musica Country

Autore: Chelsea Crowell, 16 ottobre 2015
Chelsea Crowell ha speso settimane ad osservare la meticolosa trasformazione in Hank Williams per “I Saw the Light”

20160416-rollingstone-01La luce di un bel tramonto in Tennessee cambia da rosa intenso ad una cascata d’oro finchè il cielo alla fine diventa abbastanza rosso da essere acceso da una stella cadente – proprio come scriveva Hank Williams. Nel settempre del 2014, il calore estivo si era stemperato quel tanto che basta per godersi l’aria aperta all’imbrunire e quegli stessi colori inizio a riempire il cielo, mentre Tom Hiddleston finiva di correre lungo il pendio a sud di Nashville. In meno di 40 giorni inizieranno le riprese per la biopic su Hank Williams, “I Saw the Light” a Shreveport, in Louisiana, e l’attore inglese é appena arrivato a Nashville per iniziare il processo di imparare a cantare, parlare e assomigliare alla leggenda della musica Country.
Diventare Hank Williams sembra una fantasia discutibile mentre l’atletico e lto Hiddleston si siede per parlare dopo la corsa. La sua vita é quant di più distante da quella di Williams che soffriva di una salute cagionevole. Inoltre, a 33 anni, già 4 anni più vecchio del cantante quando morì. Eppure, la sua é l’età perfetta da star del cinema … che, ovviamente, significa essere senza età.
Hiddleston, che ha vinto nn Laurence Olivier Award per la sua padronanza di Shakespeare, é stato criticato per aver ottenuto il ruolo dello Shakespeare Hillbilly – un nomignolo datogli per celebrare le sue liriche. Un contemporaneo di Williams una volta descrisse la tendenza del cantante di auto-sabotarsi essendo incapace di fare un passo senza spararsi nel piede, e mentre mi trovo a fissare assente le scarpe da running di Hiddleston, concludo che ha molto lavoro da fare per diventare un disastro.

“Scusa, ho appena corso dici miglia, ” dice l’attore sistematicamente. E’ un rituale giornaliero mentre si prepara per il ruolo, che richiede che Hiddleston perda un certo peso per rispecchiare l’aspetto segaligno di Williams. Sediamo nello studio di registrazione mentre lui divide il suo tempo tra domande e patate dolci, usando una sedia piegevole come tavolino improvvisato. “E’ un regime. Alzarsi alla mattina e fare sei ore di canto e poi correre per dieci miglia, ” dice, senza lamentarsi. Piuttosto, é quasi allegro mentre spunta il suo programma della giornata. Ma prima di aver finito la lista, la porta si apre.

“Ho bisogno di Sir-Lonesome-a-Lot in circa 10 minuti, ” dice mio padre, Rodney Crowell, il produttore delle musiche di “I Saw the Light”. I soprannomi vengono all’improvviso per mio padre, come l’ispirazione per una canzone, e durano una vita, e sebbene fosse facile capire come il protagonista del film avesse vinto l’affetto dei fan che gli avevano affibbiato un soprannome, facevo fatica a capire come avesse fatto a guadanarsi questo in particolare. Ho fatto da tappezzeria per settimane, guardando gli uomini intorno a me lavorare su Hank, e osservare Hiddleston era come accovaccarci tra le sterpaglie con un binocolo, pr studiare una creatura che sembrava non avr alcun senso dell’immpossibile.

Mio padre mi ha battezzato nell’acqua sonora di Hank Williams, come suo padre aveva fatto con lui. Sapevo due cose dell’icona quando ero bambina: lo strascicare malinconico nella voce di Williams e la venerazione di mio padre verso lui. Le lacune del personaggio di Williams erano colmate dalla mia immaginazione infantile e senza renderene conto, quell’oscuro ed etereo honky-tonker (musicista di stile simile al ragtime blues, n.d.t.) ha viaggiato nel tempo con me fino all’età adulta. Ero un po’ imbarazzata quando scoprii che l’essere cresciuta non aveva fatto sparire il mio sogno di vedere Williams saltare fuori dal corpo di Hiddleston come un fantasma che desidero incontrare da tutta la vita.

Hiddleston ha scelto di vivere nella stanza degli ospiti di mio padre invece dell’appartamento in centro a Nashville offertogli dagli studios. E, come una storia dentro la storia, mio padre é stato scelto per interpretare il padre di Hank, Lon, nel film. In superficie può sembrare incantevole, ma nella realtà questo era il loro lavoro e il bisogno di Hiddleston di un insegnante era cruciale.

“Ho ascoltato ‘Love Sick Blues” e ‘Long Gone Lonesome Blues’, e non sapevo come far vibrare le corde vocali per fare quello specifico suono,” ammette. “Pensavo fosse un problema genetico.”

20160416-rollingstone-02Hiddleston spiega di essere stato attratto dalla sceneggiatura dopo averla letta nel 2012, di averlo sentito come un ruolo esotico e molto distante da qualsiasi cosa avesse mai fatto nella sua carriera. Nella primavera del 2014, mentre si chiudevano le riprese di Crimson Peak in Toronto, Hiddleston aveva raggiunto un punto critico nel suo apprendimento della esatta vocalità di Williams. Marc Adraham, sceneggiatore e rgista di “I Saw the Light”, ha organizzato l’incontro tra Hiddleston e il suo insegnante.

“Rodney é volato a Toronto il giorno prima di Pasqua e ci siamo seduti in questa camera d’albergo,” ricorda Hiddleston. “Abbiamo parlato del respiro della straodinaria vita [di Williams], quanta gioia abbia dato alle persone. Abbiamo parlato del suo straordinario, istintivo, innato lirismo, il suo senso innato per il ritmo, il suo carisma e anche dei suoi demoni e di come queste cose, in qualche modo, andavano a braccetto. E abbiamo parlato di musica.”

Crowell ha accompagnato Hiddleston attraverso una versione ridotta della storia del blues e ha definito l’accordo 1-4-5 che é alla base delle classiche canzoni country. “Probabilmetne é la ragione per cui “Long Gone Lonesome Blues’ é una della mia canzoni preferite di Hank Williams,” racconta Hiddleston. “Quando l’ascoltavo da fan sembrava impossibile, e Rodney in qualche modo l’ha demistificata del suo mantello e la resa tangibile.”

Hiddleston ha una venerazione distinta per le canzoni da cui ha tolto il mantello ed é meticoloso mentre ne parla. Ma quando parla da amante della musica, le sue spalle si rilassano e fa meno attenzione alle parole “Un incredibile saggista rinascimentale chiamato Wletr Pater diceva, ‘Tutta l’arte aspira a diventare musica.’ La Musica, senza dubbio, é la mia più grande ispirazione. Se solo potessi far provare alle persone quello che questa music mi fa provare, avrò fatto qualcosa di valido.”

Consapevole di quanti fan di Hank Williams lavorano con lui, senza contare quelli che andranno a vedere il film, Hiddleston é un professionista nel mettere preventivamente a tacere chiunque dica che non ha preso sul serio questo ruolo. “Prendo la mia responsabilità molto seriamente,” dice. “So che ci sono molte persone in questo paese e in questa città che ci tengono a Hank Williams. E’ una ispirazione e un’icona per molte persone, quindi non la prendo alla leggera.”

La prima volta che ho sentito Hiddleston cantare, la sua sensibilità musicale sembrava evidente. Non vedevo l’ora di chiedergli se ha mai scritto canzoni, ma quando ho sollevato l’argomento, ha aggirato la mia domanda, rispondendo, “Probabile.” Per Hiddleston, entrare nell’eredità di Williams significa trascendere da ogni confronto, ed é stato prudentemente restio dal lasciare che la sua musicalità personale fosse significativa. La sua vulnerabilità e integrità sulla questione erano impercettibili, ma era chiaro che Hiddleston non aveva mai fantasticato di diventare un musicista, quindi sembrava prudente affermare di volerne interpretarne solo uno … per ora.

Profondamente immerso in ogni sfaccettatura di Williams, c’era un aspetto che Hiddleston non era decisamente desideroso di esplorare: la propensione del musicista per l’auto-distruzione. “Sono sicuro che ci sono molti attori che applicherebbero il Metodo e farebbero quello che faceva Williams, che era digiunare e bere e fumare, ma non voglio arrivare a questo. Non credo sarebbe un bene. Perdi completamente il controllo di ciò che stai facendo.”

Il suo processo decio e la sua convinzione sono sinonimi, ma Hiddleston dovrà anche rispondere al tecnicismo di dover girare scene fuori sequenza. Il decino di Williams é stato lineare, ma Hiddleston sarà immpegnato con salti temporali tra recitare come un giovane e sobrio Hank, o come un giovane ubriaco e morente Hank, qualche volta nello stesso giorno.

“Ho avuto il grande piacere e privilegio di lavorare con Anthony Hopkins una volta,” ricorda Hiddleston. “Una volta abbiamo avuto una conversazione e lui mi ha detto, ‘Non é affascinante? La gente vuole che la sua vita sia piena di amore e risate, e vogliono essere felici, ma hanno bisogno dell’oscurità. Vogliono ascoltare musicisti che ne cantano; vogliono vedere attori che ci scavano dentro. Lo so perchè nella mia vita ho interpretato re e principi, poeti e popolani, mendicanti e maggiordomi e tutti i tipi di personaggi, e quando la gente mi ferma per strada mi vogliono parlare di un solo uomo. Chi pensi che sia quest’uomo? Hannibal Lecter.'”

Hiddleston era un piacere da guardare, e iniziavo a chiedermi se ci fosse qualcosa di sbagliato in quest’uomo. Non sembrava mai annoiato, era sempre contentissimo di cose che altri a malapena noterebbero ed era in grado di vivere nel momento, ma al contempo di studiarlo. Ma appena le sue espressioni sembravano uscire dall reame terrestre, anche lui sembrava sempre un po’ fuori portata.

20160416-rollingstone-03Una cosa che ho notato molto presto fu che Hiddleston era entusiasta di Luke The Drifter (Luke il Vagabondo), un alias con cui Williams ha inciso canzoni e odi a tema religioso. “Luke The Drifter é stata una vera rivelazione per me,” dice, “perchè é come avere improvvisamente una finestra sull’uomo. E’ qualcosa di più personale.”
Ridendo, Hiddleston attiva un interruttore, e si lancia in un’orazione che ricorda tanto Williams in un vecchio nastro e mi da i brividi. “Questa canzone é stata scritta da mio fratello, Luke The Drifter. Potete comprare questi dischi per 99 centesimi su MGM. Non mi interessa che li compriate o no, perchè di fatto non ho più bisogno di soldi. NOn so dove hanno preso la parte di Luke, ma di sicuro so dove hanno preso la parte vagabonda.”
Prima di potergli chiedere di restare, Luke lascia la stanza. Hiddleston rifocalizza lo sguardo, continuando con il suo accento inglese. “Di base c’é una grande oscurità in lui che probabilmente é troppo profonda per vendere dischi al tempo, e Luke The Drifter esprime proprio questo.”
Hiddleston é quasi accademico quando parla di Williams, ma quando si parla di Luke non ne parla e basta, lo invita a restare. (Prego che il film non lasci Luke sul pavimento del montaggio per motivi di lunghezza).
“Abbiamo Hank Williams, un uomo confuso, carismatico, ambizioso, traviato,” dice Hiddleston, mettendo le mani dietro la testa mentre pensa ad alta voce. “Probabilmente ha un vuoto nel cuore che cerca di riempire, che é il motivo per cui vuole salire sul palco dell’Opry e diventare una star. Ci arriva sul palco dell’Opry e si rende conto che lì non c’é niente, e questa é una tragedia in un certo senso. E’ come se lui desiderasse disperatamente essere al centro della ribalta, e quando ci arriva capisce che non c’é nessun centro. Quando se ne rende conto, é troppo ubriaco e fatto e perso – e questa é una grande verità della condizione umana. Anche se sno sicuro ha ferito molte persone indirettamente, non penso avesse intenzione di farlo. Ci sono persone che semplicemente perdono il controllo e feriscono gli altri nel mentre: in un certo senso gli voglio bene, amo la sua irriverenza, amo il suo ingegno.”
“E’ come se ci fosse un impulso verso l’esplorazione dell’oscurità o persone che hanno il coraggio di entrarci senza cercare scuse o senza chiedere di piacere agli altri,” continua Hiddleston dopo una pausa, e mi chiedo se sta parlando di Williams o di se stesso.

“In caso non lo avessi già detto, porca puttana, son stivali grandi da indossare,” dice l’attore, mentre si prepara a partire per il set del film in Louisiana la mattina seguente. E’ la sua ultima notte a Nashville e la casa é piena di un’energia come fosse l’ultimo giorno di scuola: eccitamento, con un senso di compiuto ed ebbro di complicità. Hiddleston se ne rende conto di rado, ma per un momento mentre sediamo soli nello studio sembra dimenticarsi che sono nella stanza. “Come lo fai, figlio di puttana? COme ci riesci?” chiede ad un grande ritratto in bianco e nero di Hank Williams, e quasi mi aspetto che il ritratto gli risponda. “Metà del tempo sono così impegnato ad interpretarlo che non fermo a riflettere su come e perchè lo faccio.”
Si riferisce a Williams. L’intenso studio di Hiddleston sulla star del Country fa da conoscenza istintiva. “Chi era che diceva ‘Dannati il sabato, redenti la domenica’?”. Il “santo e peccatore” era un tema affascinante nella music country degli anni ’50 che abbracciava la dualità di Luke e Hank e ancora di più la dualità dentro lo stesso Williams. Abbandonando il suo accento inglese a favore della cadenza antiquata di una vecchia star del Grand Ole Opry, Hiddleston recita una orazione “Non hai alcun diritto di essere giudice, di condannare o criticare, pensa solo che davanti alla grazia di Dio potresti esserci tu al suo posto.” Di nuovo, Luke se n’era andato velocemente come era venuto.

“Cerchi di esprimerti nel terreno comune tra te e il personaggio, che é uno degli eccezionali effetti collaterali dell’aver scelto di fare questo e di essercisi dedicati per la vita,” riflette l’attore. “Interpreti tutti questi diversi personaggi e tutti condividono delle qualità di te stesso. Così ti rendi conto che in un certo senso, in quanto appartenenti alla razza umana, siamo tutti uguali, in molti aspetti … Studi le specifiche di una persona, ma stai anche cercando di accedere a quelle parti di te che hanno quelle qualità.”
Hiddleston passa da un personaggio all’altro con la stessa facilità con cui spalma il burro sul pane, e mentre cerco di tenere traccia dell’uomo che siede di fronte a me, mi rendo conto che potrei anche non essere nella stanza. L’attore sta chiedendo, rispondendo ed esercitandosi con domande e curiosità.

Andando indietro con la memoria quanto possibile, Se dicevo qualcosa a mio padre che gli ricordava una canzone, lui ignorava le mie domande e iniziava a cantare qualsiasi canzone le mie parole gli avessero ricordato. I musicisti a riposo possono essere elusivi, sempre con lo sguardo perso nel vuoto, mentre accarezzano una chitarra, o mentre si perdono per seguire un testo, una melodia che gli ronza in testa, giù per la tana del coniglio. Gli attori, ho imparato, non sono poi così diversi – solo che, invece di una melodia, inseguono momenti nel tentativo di espanderli.
Non ero del tutto convinta circa il suo soprannome e mentre osservavo Hiddleston lavorare, non potevo scuotermi di dosso l’impressione che fosse più uno studioso della solitudine più che un membro del club. Quando ho chiesto a mio padre perchè lo chiamava “Sir Lonesome a Lot”, mi rispose come se gli avessi chiesto perchè il cielo é blu: “Perchè é quello che é.” Ma questa identità malinconica che ha dato al suo amico non mi si é ancora rivelata.

Non mi ero del tutto arresa nella mia ricerca di questo lato malinconico di Hiddleston, quando ancora una volta eravamo tornati a Luke nella nostra conversazione, immaginando a quale scopo potesse servire l’alter-ego di Williams. “Vorrei potergli parlare per chiederglielo,” risponde, e sono sorpresa dalla genuina tristezza nella sua voce. “Cosa chiederei a Williams se fosse ancora vivo? Gli chiederei quali sono i suoi cantanti preferiti dal 20esimo secolo. Rodney e io stavamo parlando di questo l’altra sera. Stavamo guardando Howlin’ Wolf, e stavamo ascoltando i vocalizzi isolati di Mercury e Bowie in ‘Under Pressure.’ [Ride] Cosa penserebbe Hank di tutto questo? Cosa direbbe di Freddie Mercury? Cosa direbbe dei Rolling Stones? Mi sarebbe piaciuto vedere come sarebbe diventato.”
Mentre continua a sognare di conversare con Williams, Mi torna in mente mia madre e il suo profondo desiderio di parlare con i suoi genitori dopo che se n’erano andati e l’impossibile disperazione che viene dal sapere che non avrebbero più risposto alle sue domande. Hiddleston ha iniziato a tenere davvero a Hank Williams come persona, se non come amico. Sebbene si muova tra momenti maliconici come se i stesse togliendo la sabbia dagli stivali, fare amicizia con un fantasma potrebbe farlo sentire solo?

Hiddleston mi sta raccontando come saranno le prossime settimane sul set, quando mio padre, di nuovo, spalanca la porta, questa volta con la chitarra intorno al collo. Col pollice sfrega una corda, quella che può essere solo l’inizio di una canzone di Williams. Passare dalla monotonia di parlare di musica all’ascoltarla ci spalanca gli occhi, e, un po’ divertita, un po’ frustrata, noto quanto mio padre é allegro e felice. La sua gioia era risoluta quanto quella di Hiddleston. Rido della mia curiosità crca l’oscurità quando tutti attorno a me sono così vivaci.
Hank Williams era l’eroe di mio padre, e lo aveva onorato fin da prima di imparare a camminare, quando sedeva sulle spalle di suo padre in una balera texana, guardando ole’ Hank in concerto. E ora, quasi il più alto sacerdote della chiesa di Hank, ha un nuovo membro nella sua congregazione – Hiddleston, un pupillo adorante con una sete di conoscenza. Suppongo di aver esercitato il mio senso critico esaminando attentamente Hiddleston, proprio così come le mie sorelle lo avevano osservato attentamente senza la scusa di dove scrivere un articolo. Mi sento sia stordita che orgogliosa da quanto il nostro amore per Williams sia radicato, essendoci stato trasmesso.
“Tuo padre l’ha rubato questo,” dice Hiddleston, con un sorriso subdolo. Ed entrambi iniziamo a cantare, “The news is out, all over town, that you’ve been seen, running ‘round. . . You win again.”
Dopo che ho spento il registratore e mi sto preparando per andarmene, Hiddleston mi ferma, sembra abbia capito che ho lasciato perdere la mia ottusa ricerca del suo lato oscuro. Mi dice che é come nuotare nell’oceano ed essere catturati da acque torbide e piene di alghe, ma di riuscire ancora a vedere l’acqua pura avanti a sé. Mi dice che in quei momnti in cui si sente accecato dalla frustrazione, accecato dal compito da svolgere, accecato a Hank Williams … Se continua a tenere d’occhio l’acqua chiara, riesce ad andare avanti. E’ stata una sua scelta di rendere l’oscurità effimera.

fonte: RollingStone.com