RECENSIONE – THE NIGHT MANAGER 1×01 – da CineTV

Autore: Chiara Casaretti | 22 febbraio 2016
Grazie agli amici di CineTV per permetterci di pubblicare le loro puntuali recensioni della serie. Buona lettura e buona visione 🙂

Un nuovo, piccolo gioiello è arrivato sugli schermi BBC e AMC: parliamo di The Night Manager, miniserie statunitense da 6 episodi, basata sul romanzo “Il Direttore di Notte” (1993) di John le Carré.

La storia si apre sulla rivolta popolare ne Il Cairo e alla conseguente caduta di Mubarak. In una terra devastata dalla guerra e dalla miseria, troviamo Jonathan Pine (interpretato di Tom Hiddleston), un ex soldato inglese, che adesso fa il direttore di notte all’Hotel Nefertiti. Proprio qui incontra Sophie, l’amante di uno degli uomini più ricchi dell’Egitto, Freddie Hamid. Tra i due scatta subito qualcosa di indefinibile, ma è chiaro che la cosa non può funzionare. La donna, però, vede in lui un uomo di cui fidarsi, nonostante la personalità scostante e professionale. A lui consegna dei documenti top-secret, nei quali si evince un rapporto commerciale tra Hamid e Richard Roper (interpretato da Hugh Laurie), il quale fornisce al criminale egiziano una quantità di armi sufficienti ad iniziare una guerra, “o a sedare una rivolta popolare”.

Jonathan, dato il suo passato al servizio dei cittadini, non riesce a non fare nulla, e consegna quei documenti ad un suo amico fidato, che, a sua volta, li consegna ad Angela Burr (interpretata da Olivia Colman), un agente dei servizi segreti inglesi. Peccato che qualcuno informi Roper e che l’azione per sgominare il suo piano criminale vada in fumo. Contemporaneamente, Jonathan e Sophie danno inizio alla loro brevissima e segreta storia d’amore, fino a quando la donna viene uccisa nella sua stanza d’albergo. Qui scopriamo che anche l’autorità del posto non vuole avere niente a che fare con la famiglia Hamid e liquida l’omicidio definendolo “furto con incidente”.

Jonathan non ha più motivo per restare in Egitto e così, quattro anni dopo, lo ritroviamo sempre nel ruolo di direttore di notte, ma stavolta in Svizzera. Qui avviene la svolta, perchè tra gli ospiti dell’albergo c’è anche Roper con amante e staff al seguito. Jonathan decide, così, di dare il via alla sua vendetta, ascoltando la sua sete di giustizia, facendosi aiutare da Angela Burr.

La trama intrigante di questa serie lascia sicuramente lo spettatore in attesa di scoprire cosa accadrà nei successivi 5 episodi, ma molto del merito va anche all’interprete principale, Tom Hiddleston, che con la sua espressione addolorata ma decisa, riesce a farci temere per il suo destino. Il suo personaggio è palesemente un eroe: una persona che conduce la sua vita ordinaria che all’improvviso viene a conoscenza di un terribile segreto che potrebbe distruggere la vita di migliaia di persone e che decide di sventare l’azione criminale quasi da solo, può definirsi solo un eroe. Nella vita reale di persone così ce ne sono tante, ma tanti sono anche coloro che si nascondono nell’anonimato, per non essere chiamati in causa. In un periodo così buio, un personaggio come Jonathan Pine (che può essere tranquillamente ispirato ad una qualsiasi persona che rischia la vita ogni giorno in scenari di guerra e miseria) non può che farci sentire più vicini alla razza umana. Oltretutto, conosciamo benissimo la capacità di Tom Hiddleston di entrare in sintonia con lo spettatore, grazie al suo sguardo, chi lo ha visto a teatro sa di cosa sto parlando.

Personaggio all’opposto di Jonathan è Roper, un uomo viscido e amorale, che tratta il suo stesso staff come feccia e le donne come pura merce sessuale. Il bravissimo Hugh Laurie torna sulle scene, dopo molti anni dedicati esclusivamente alla musica dopo il grandioso successo di House MD, con un personaggio che ci fa rimpiangere il cinico e sarcastico Gregory House. In questo episodio lo abbiamo visto pochi minuti in azione: la scena di apertura è sua, con un ipocrita discorso sulla beneficenza, ma anche la parte finale è tutta sua. Vediamo così i suoi due lati: il filantropo e l’imprenditore senza scrupoli. Bastano un paio di suoi sguardi nelle ultime scene a farci capire che non è qualcuno con cui avere guai perchè probabilmente ha mezza Inghilterra ai suoi piedi e forse molto di più. Squadra Jonathan dalla testa ai piedi e sembra rassicurato (solo un po’) dal fatto che anche il direttore notturno sia inglese. “Saggio”, dice.

Abbiamo sicuramente ancora molto da vedere, e questa miniserie si sta rivelando, già dalle prime battute, una delle migliori realizzate per quest’anno. Oltretutto le bellissime location scelte aiutano molto ad immergersi nell’atmosfera ovattata e tranquilla di Jonathan, un uomo che voleva ricostruirsi una vita dopo gli orrori della guerra ma che si ritrova a combattere ancora una volta.

 

fonte: CineTVRecensioni.com