Recensione di “The Night Manager” da Parole Infinite

thenightmanager09 Con piacere pubblico questa bella recensione fatta da Elena di Parole Infinite che ha letto i libro in versione originale.
Interessante innanzitutto per dare un primo sguardo il background e la personalità del personaggio interpretato da Tom, affatto banale e scontato, sicuramente una nuova, bella sfida per Tom che da il suo meglio nell’interpretazione di personaggi ambivalenti, brav’uomini tentati da male o cattivi che subiscono la tentazione del bene.

Si tratta di un’analisi precisa e intelligente fatta da una lettrice di romanzi di genere che ci da un giudizio onesto ed entusiasta.
Ovviamente sconsiglio la lettura a chi non vuole anticipazioni di alcun genere sulla trama.
Buona lettura e buona visione!

 

Quando “l’uomo peggiore del mondo” (the worst man in the world) annuncia il suo arrivo nell’Hotel di lusso di Zurigo dove il nostro protagonista lavora come direttore di notte, i demoni del passato che non è mai riuscito a scrollarsi di dosso tornano prepotentemente a bussare alla sua porta.
L’uomo peggiore del mondo è Richard Onslow Roper, un ricco imprenditore inglese sospettato di essere uno spietato trafficante di armi.
Il nostro protagonista è Jonathan Pine, ex militare e agente segreto inglese che mesi prima, nel tentativo di informare l’MI6 dei traffici internazionali di Roper, aveva involontariamente esposto Sophie, la donna della quale si era innamorato, alla spietata vendetta dei trafficanti che aveva cercato di smascherare, scoprendo così che alcuni dei suoi collaboratori erano corrotti e doppiogiochisti.
Pine decide di tornare in attività con un’agenzia inglese capeggiata da Leonard Burr, nata all’interno dell’intelligence britannica al solo scopo di smascherare Roper. Mentre Burr cerca in ogni modo di proteggerlo dagli intrighi politici dell’agenzia, e dal suo desiderio di vendetta, Jonathan complica le cose innamorandosi di Jed, la donna di Roper, che per molti aspetti ricorda Sophie.
Quando Pine viene tradito e venduto al suo nemico da agenti corrotti dell’MI6 e della CIA, Burr deve decidere se salvare il suo agente e screditare se stesso e la sua squadra, o arrestare l’uomo al quale dà la caccia da tutta la vita.

thenightmanager04Questo è stato il primo libro di Le Carrè che ho letto, e devo essere sincera, nella mia mente le storie di spie inglesi rimandano a James Bond. 007 può perdere colpi, venire torturato, tradito ma non perde mai e il cattivo viene rinchiuso o ucciso.
Qui invece il cattivo in un certo senso, vince, sbattendoci in faccia la più cruda delle realtà. Man mano che avanzavo nella lettura, il senso di amarezza cresceva in una lotta tra la mia romantica idealizzazione delle spie inglesi a servizio di Sua Maestà, e la consapevolezza che quello che descrive Le Carré, che è stato realmente un agente dell’MI6, è senza dubbio più veritiero di quanto non venga narrato da Ian Fleming e dai conseguenti adattamenti cinematografici dei suoi romanzi.
Ho fatto a pugni con il finale di questo libro per giorni prima di riuscire a riconciliarmi con esso, ma adesso, a distanza di qualche mese, più ci penso e più mi sembra l’unico finale possibile, e mi ritrovo affascinata dalla capacità dell’autore di creare dei personaggi così sfaccettati e carichi di pathos.

Pine non è la classica spia patinata e infallibile, ma un uomo complesso, pieno di luci e ombre, che intraprende un percorso destinato a sgretolarsi perché costruito sul rimorso e sulla voglia di vendetta.
Roper è il perfetto cattivo che ogni lettore adora detestare, ma è anche un padre e un uomo innamorato.

Con l’uscita quest’anno dell’adattamento televisivo per la BBC, che non ho intenzione di perdermi foss’anche per il solo fatto di avere come protagonisti Hugh Laurie e Tom Hiddleston, ho ritenuto cosa buona giusta leggere il libro da cui è tratta, scegliendo così di sacrificare la sorpresa, in nome di una visione più attenta ai dettagli. Sono certa che la BBC riuscirà nell’impresa di rendere giustizia ad un libro ingiustamente sottovalutato e allo stile dell’autore, che tratteggia dei veri e propri quadri con le sue descrizioni, rendendo vivida l’immagine dei suoi personaggi, tanto che il lettore non potrà fare a meno che portarsela dietro per tutta la durata della lettura.
A chi non ha mai letto niente di Le Carrè, consiglio di iniziare proprio da questo libro, sarà una piacevole sorpresa. Chi invece è un fan delle sue opere, scoprirà che il talento dell’autore non è scemato passando dai suoi romanzi più famosi sulla guerra fredda (La Talpa, La spia che venne dal freddo …) al periodo del disgelo.

fonte: Parole Inifinite