Quest’uomo Affascinante

Perché Tom Hiddleston può conquistare Hollywood … e oltre. Intervista di Elizabeth Day – The Observer Magazine, 24.01.2016

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Tom sulla copertina della rivista

Tom Hiddleston e io stiamo litigando. Il tutto è incentrato su chi ha seguito per prima l’altro su Twitter. Hiddleston insiste che son stata io a seguirlo per prima. Ma non è così. E per qualche ragione, è importante chiarirlo. Ciò che è successo, gli spiego, è che mi sono alzata questa mattina, ho controllato il mio telefono e c’era una notifica che diceva che lui mi stava seguendo. Così ho pensato che fosse educato ricambiare il favore. E a quel punto sono stata assillata da diverse migliaia di accounts di fan, e tutte che mi dicevano quanto ero fortunata.
Lui ha scosso la testa educatamente.
“Io mi sono svegliato e la prima cosa che il mio telefono mi ha detto era che tu stavi seguendo me,” dice Hiddleston, appoggiandosi allo schienale della sedia. Siamo al Cote Brasserie di Hampstead, nella zona nord di Londra, lungo la via dove vive l’attore. Indossa un maglietta grigia, l’orlo delle maniche definisce perfettamente i suoi bicipiti. I muscoli sono evidenti, ma non eccessivi. Sono, come il resto di lui, perfettamente piacevoli e non si fanno annunciare con troppe fanfare. “Questa è una conversazione ridicola,” dice. “Ma va bene, comunque. Intendo dire, stavi facendo il tuo lavoro.”
E così, semplicemente, vince il confronto senza troppa fatica e io quasi non mi accorgo di quello che è successo. Ma forse è questo quello che ti insegnano un Double First in Classics a Cambridge o [l’aver frequentato] l’Eton (College n.d.t.). Ti insegnano l’abilità di ammaliare qualcuno fino alla sottomissione, senza che la persona si accorga di aver perso.
Forse è anche per questo che, in The Night Manager, miniserie in sei puntate che andrà in onda su BBC, adattata dal romanzo omonimo di John le Carré, Hiddleston rende una performance eccezionale nei panni del gentile Jonathan Pine. Pine è un ex soldato diventato direttore notturno di un albergo di lusso che va in missione sotto copertura per i Servizi Segreti britannici e si infiltra in una organizzazione criminale dedita al traffico di armi. Con Hiddleston, una impressionante lista di talenti inglesi, tra cui Hugh Laurie, Olivia Colman e Tom Hollander. Per prepararsi al ruolo, ha seguito come un’ombra il direttore notturno del Rosewood Hotel di Londra.
“Ho trovato la parte accattivante,” dice ora. “Il direttore aveva una cortesia impeccabile Se qualcuno chiede dove si trova il bar, tu rispondi: ‘Mi permetta di accompagnarla.’. Si tratta di far sentire ogni ospite accudito.”

Immagino non sia stato un grande sforzo per lui. Nell’ora che è seguita, la nostra conversazione ha spaziato dalla filosofia di Platone, a Graham Green e Bob Dylan. Ad un certo punto ho detto che aveva un cervello titanico.
“Che significa che affonda,” ribatte. “Non ci sono sopravvissuti.”
Hiddleston, 34 anni, è una compagnia sollecita. Ammette che, per prepararsi per questa intervista, ha comprato il mio primo romanzo ed è arrivato a pagina 100. D’altro canto è anche famoso per essere un tipo diligente. Per prepararsi al ruolo che lo ha reso famoso in tutto il mondo, quello di Loki nel film Marvel del 2011 “Thor”, si è allenato a Capoeira, arte marziale brasiliana. Dopo aver accettato il ruolo di protagonista nel Coriolanus, acclamata produzione del Donmar Warehouse del 2014, ascoltava ripetutamente “The Planets” di Holst per entrare nello spirito e correva su e giù lungo l’uscita di sicurezza prima di salire sul palco.

Tutte le mosse giuste - Da una garbata spia nell’ultimo John le Carrè ad una star del country alcolizzata nella nuova biopic dedicata a Hank Williams, Tom Hiddleston si prepara ad avere l’anno della sua vita. Elizabeth Day lo ha trovato decisamente affascinante - persino durante un litigio.

Tutte le mosse giuste – Da una garbata spia nell’ultimo John le Carrè ad una star del country alcolizzata nella nuova biopic dedicata a Hank Williams, Tom Hiddleston si prepara ad avere l’anno della sua vita. Elizabeth Day lo ha trovato decisamente affascinante – persino durante un litigio.

In “I Saw the Light”, che uscirà [in Inghilterra] in marzo, Hiddleston interpreta il cantante country hank Williams, morto di un attacco cardiaco all’età di 29 anni. Prima di iniziare le riprese, Hiddleston si è messo a dieta stretta e ha fatto esercizio per perdere il peso richiesto, ha speso due ore al giorno con un insegnante di dizione per imparare l’inflessione del Sud e ha imparato a mimare la voce di Williams con una tale accuratezza che è stato in grado di esibirsi in una versione di “I’m so Lonesome I Could Cry” di fronte a millecinquecento persone in un festival country in Michigan.
Rodney Crowell, il cantante country vincitore del Grammy che ha insegnato a Hiddleston a suonare durante le riprese, ha commentato: “Rispetto l’etica lavorativa di quest’uomo, tanto quanto sono disorientato dalle sue capacità di trasformarsi.”
Hiddleston dice di essere “molto” orgoglioso del film. “Voglio dire, suona arrogante. Sono semplicemente orgoglioso di essere in un tale …” si interrompe. “Era una cosa lontanissima da me; non era decisamente come nulla che avessi vissuto.”
Esibirsi su un palco nel Michigan è stato “assolutamente spaventoso”, ma non lo si direbbe guardando il video su Youtube. Sembra calmo e sicuro di sé: l’essenza della compostezza. Cosa succede quando diventa nervoso?
Hiddleston sorride. “Penso di aver suonato la canzone un po’ troppo veloce. Il mio inner tempo ha accelerato.”
Quella tensione tra un inner tempo irrequieto che batte sotto la superficie e un’esteriorità impassibile è, secondo me, ciò che lo rende un attore così coinvolgente. Sullo schermo o sul palco, la sua dolcezza tende alla psicopatia, una eleganza che maschera intenti malvagi.
“Suppongo di essere affascinato dalla intima vulnerabilità e dalla esteriorità delle persone,” dice. “Penso sia una verità essenziale. In un certo senso mi piace cercare quello che fa scattare la gente nella costruzione della loro identità.”
Sembra che la cosa funzioni bene per lui. Dopo un’infanzia a Londra e Oxford, è stato mandato in collegio all’età di sette anni e quindi all’Eton College. Un sacco di attori in questo periodo sembra siano andati all’Eton, direi. Non si preoccupa mai di …
“Ci sono un sacco di attori di successo che non ci sono andati,” mi interrompe.
No, dico, sono andati a Harrow.
“Come Michael Fassbender e Daniel Craig e Domhnall Gleeson e Luke Evans e Gemma Arterton e Andrea Riseborough,” continua, ignorandomi. “Ce ne sono molti altri, la lista prosegue. Iris Elba.”
Dice che l’attuale dibattito sugli attori appartenenti alla classe media è troppo ambiguo. “E’ socialmente opinabile in un modo che non dovrebbe, perché penso che, indipendentemente dal luogo di provenienza, dovrebbe essere possibile per tutti seguire la propria passione. In qualsiasi scuola tu sia andato, se hai qualcosa di autentico con cui contribuire, dovrebbe esserti permesso. C’è un noto problema di accessibilità e disparità di opportunità – Non so come si possa rimediare. Ma si, sto dalla parte di tutti; sto dalla parte degli attori. Non sono qui per mandare il mondo in pezzi.”
Dall’Eton è passato al Pembroke College, Cambridge, prima di studiare al RADA. Si diploma nel 2005 e gira subito il suo primo film, Unrelated, diretto da Joanna Hogg, che lo vorrà anche in Archipelago. Seguono numerose apparizioni televisive, prima di approdare a Thor. Da allora Hiddleston è apparso in tutto, da Midnight in Paris di Woody Allen, a War Horse di Stephen Spielberg (ha una speciale affinità con i soldati e sente “un senso di responsabilità e di dovere nei confronti del loro coraggio e valore”) e l’horror gotico “Crimson Peak” di Guillermo del Toro. Verso la fine di quest’anno è stato il protagonista di “High-Rise”, l’atteso film di Ben Wheatley, adattato da un romanzo di JG Ballard.
A dispetto della sua curiosità nel capire cosa fa scattare le altre persone, Hiddleston non sembra particolarmente bravo nel volgere la sua attenzione dentro di sé.
Com’era da bambino? Guarda in basso, si agita sulla sedia. “Penso [di essere stato] a tratti tranquillo e giocherellone.”
Ed è cambiato quando è andato in collegio?
“Deve essere andata così. Voglio dire, non è inconsueto. Ero molto sensibile all’inizio. Sono andato in collegio all’età di sette anni e ho imparato come conviverci. Quindi devo essere diventato più indipendente grazie a quell’esperienza. Non penso sia stato … Non sono mai stato in analisi per questo o altro, per cui non ne ho idea, ma … Sono semplicemente andato avanti. Non è stato dannoso, ma sono sicuro che mi ha reso indipendente. Deve aver avuto qualche …” la frase si smorza.
Più tardi si scuserà per essere stato vago sull’argomento. Vuole essere onesto, dice, ma è “difficile, non è così? Qualche volta è duro aprirsi.”
Alza lo sguardo malinconico. “Ha senso ciò che dico? Sono troppo presuntuoso? Spero di no.”
I suoi genitori, Diana, una amministratrice artistica in pensione, e James, un farmacista, hanno divorziato quando Hiddleston era adolescente. L’esperienza è stata chiaramente dolorosa, ma, dice, lo ha reso “più compassionevole”. E’ il figlio di mezzo, tra due sorelle. La minore, Emma, fa anche lei l’attrice. La più vecchia, Sarah, è una giornalista. Donna sensibile, dico. Sorride: “La più sensibile.”
Ha un nipote di quattro anni, e quando ne parla il suo tono si alleggerisce e sembra meno ansioso che io stia cercando di psicanalizzarlo.
“Mi chiama ‘Lo Zio Mostro Yay” perché quando corro, vuole correre veloce come me, ma non ci riesce, così dopo un po’ la prendo in braccio e lei grida ‘Yay!’ E’ stancante, ma enormemente divertente.”
E c’è un lato più leggero di Hiddleston. Lo so perché ho cercato “Tom Hiddleston che balla” su Google, una marea di video sono comparsi con lui che balla in vari talk shows in giro per il mondo.
Guardandolo, mi viene in mente che Hiddleston si avvicina alla danza con lo stesso intenso impegno con cui si avvicina alla recitazione. C’è una totale immersione nel momento, anche se quel momento consiste nel fare [la mossa del] l’uomo in fuga di fronte ad un conduttore coreano soltanto perché ti viene chiesto ed essere talmente educato da non riuscire a dire no.
“Dio, è così imbarazzante, “ dice. E’ iniziato tutto qualche anno fa in Korea. “Fu ad un grande evento con Domande e Risposte, c’erano circa settemila persone, e stavo rispondendo alle domande del pubblico. Qualcuno chiese: ’Di quale tua parte del corpo sei più orgoglioso?’. E’ una domanda veramente sbagliata, per la quale ci sono solo risposte sbagliate. Così ho detto: ‘I miei piedi’ e loro hanno replicato: ‘Perché?’ e io ho detto: ‘Senza i miei piedi, non potrei correre o ballare’. Così ho ballato … E ho creato un mostro. Ecco fatto.”
Ha creato un mostro. Ma, come per ogni cosa, l’ha fatto con fascino. Più tardi vado al bagno e quando torno scopro che ha pagato il conto per i nostri drinks e la cena senza che lo sapessi. Tuttavia, decisamente è stato lui a seguirmi per primo su Twitter.