Incontro con Tom al Nuffield Theatre

(Southampton, 22 Febbraio 2015)

Con un leggero ritardo sull’orario previsto inizia l’incontro/intervista con Tom Hiddleston al teatro Nuffield dell’Università di Southampton. Il direttore del teatro, Sam Hodges, ricorda prima dell’inizio il divieto di foto e video, questo per rendere l’atmosfera dell’incontro il più rilassata possibile.

Quelli che seguono sono i ricordi in ordine sparso delle vostre admin Marina e Francesca che hanno partecipato a questo emozionante evento.

– Parlando di una produzione vista a 14 anni al National Theater ha raccontato di come il teatro gli abbia cambiato il modo di vedere il mondo dicendo “Credo nel potere del cinema, credo nel potere del teatro, può cambiare il mondo, il mio l’ha cambiato” (“I believe in the power of cinema. I believe in the power of theatre- to change the world! Because it changed mine.”).

– Ha spiegato come il cinema e il teatro hanno cambiato la sua percezione di famiglia, amore, vita quotidiana. Ha raccontato che alla fine di quello spettacolo il pubblico scettico era in lacrime. Una magia appunto. Ha detto: “Chiunque tu sia, da qualsiasi parte tu provenga, se credi in una storia raccontata unisciti a quella storia”.

– Alcuni pensieri sulla purezza del mestiere dell’attore che ancora deve alla vecchia maniera “imparare le battute a memoria dirle al momento giusto” (“As an actor you still have to learn your lines, show up on time and tell the truth“) citando un suo insegnate (“Devi essere credibile in una situazione immaginaria” “Acting is being truthful in imaginary circumstances”), poi ha parlato della modestia dei suoi colleghi e delle varie differenze talenti, citando, tra gli altri nomi, James McAvoy, Michael Fassbender e Patrick Stewart tra i “talenti naturali”. E dei suoi maestri spirituali come Daniel Day Lewis e Lawrence Olivier.

– Nello stesso discorso ha parlato di quando al RADA una ragazza ha cantato per la prima volta in pubblico, rivelando e scoprendo il suo talento per il canto, ora è una grandissima cantate (non ha detto il nome).

– Ha raccontato dei benefits che negli anni ’90 gli hanno consentito di studiare a Cambridge e RADA pagando solamente 1100 sterline all’anno mentre ora il costo è cinque volte superiore. Si considera fortunato ad aver avuto questa possibilità e reputa una tragedia il fatto che ora non ci sia più questa opportunità.

– Un cenno alla sua esperienza con la Cheek By Jowl e di quanto ha viaggiato con loro, da Milano a Madrid, ricollegandosi all’intimità che si raggiunge nei teatri piccoli con il pubblico, come è avvenuto al Donmar per Othello e per Coriolanus. Ha parlato di alchimia con il pubblico, di lasciare la mente da parte e agire di stomaco tirare fuori gli attributi citando il suo mentore al RADA (“Put your brain to one side, now it comes from your balls.“).

– Riguardo a War Horse ha paragonato la scena della carica a cavallo di War Horse al cinema con 100 stuntman con quella a teatro con i cavalli di legno del National Theater per spiegare la differenza tra cinema e teatro. Ribadendo anche qui la magia di entrambe. Ha amato molto interpretare il Capitano Nicholls, un uomo profondamente buono, in opposizione al ruolo di Loki che ha definito un anima complicata (“a very messed up kid“) imprevedibile come una scatola di gatti.

– Hodges gli ha chiesto della differenza tra girare un film intimista come quelli di Joanna Hogg e i blockbuster Marvel. Tom ha preso come riferimento la scena di Archipelago in cui si spaventa per la cottura delle aragoste vive, spiegando che era in una cucina reale, con delle aragoste reali, con un impressione reale, mentre quando Loki viene sbattuto a destra e sinistra da Hulk, la sua espressione è stata girata a parte e poi inserita su un pupazzo maquette durante la ripresa, mixando poi il tutto con le sue reali acrobazie su i materassi di gomma.

– Parlando del suo successo ha citato Caius Martius in Coriolanus quando i soldati lo riempiono di lodi e lui risponde:”No more, I say! For that I have not wash’d my nose that bled, or foil’d some debile wretch, which, without note, here’s many else have done.” Ribadendo che quello che fa è solo il suo lavoro, come lo fanno tanti altri. Parlando del successo di Loki ha accennato ad un aneddoto che gli raccontò Anthony Hopkins (imitando un po’ la sua voce e il suo accento). Anthony gli disse : “Io ho interpretato tutti i ruoli possibili, padri, figli, maggiordomi, re e plebei, ma alla fine la gente mi ricorda solo per un ruolo”. A quel punto Tom è fermato sorridendo e mentre una risata generale ha attraversato la sala ha concluso con l’ovvio “Hannibal Lecter”. Tom ha continuato spiegando che “La gente è attratta dall’oscurità, è attratta dai “cattivi”, non li vogliono incontrare nella vita reale ma vogliono vederli al cinema” e questo spiega il successo di Loki.

– Ha parlato dell’importanza di essere sobri prima di entrare in scena non riscendo a capire come fanno certi attori a sbronzarsi prima di salire on stage (“You wanna get drunk, go somewhere else, I never understood wanting to be in a lesser state of awareness in a theatre“)

– Collegandosi all’importanza di continuare a mantenere viva la tradizione del teatro in un mondo così automatizzato e tecnologico ha parlando di High Rise, ambientato a metà del anni ’70 in una realtà distopica che va verso il declino, ribadendo il suo amore per il libro di Ballard. Ha inoltre detto che non guarda la televisione e che fa il possibile per stare con la sua famiglia in ogni occasione importante nonostante i suoi impegni.

– Alla domanda su i progetti futuri ha risposto che inizierà a marzo a lavorare alla serie BBC HBO “The Night Manager”. Lui interpreterà il direttore di notte di un albergo svizzero ex soldato, che viene ingaggiato dall’MI6 per incastrare un trafficante, un uomo terribile che alberga nel suo hotel. In estate inizierà a girare Kong:Skull Island ed ha ribadito che il regista ha in mente un film del tutto diverso da tutti i precedenti su King Kong. L’intervistatore allora ha immaginato che fosse un blockbuster in green screen ma Tom ha rivelato che l’intenzione è quella di andare realmente a girare in mezzo alla giungla, ha scherzato dicendo “Non avremo un vero King Kong ne altre creature ma tutto il resto sarà reale”.

– Su Hank Williams: ha spiegato che per gli americani, le sue canzoni sono “quelle che ascolti in macchina con tuo padre nei tuoi viaggi di infanzia” come potevano essere per lui i Beatles, e che la sua è stata un esperienza incredibile e un’enorme responsabilità. Ha detto di non essersi mai ritenuto un cantante e che la performance cantata nello spettacolo Cymbeline era terribile, deve quindi tutto al suo coach Rodney Crowell che lo ha fatto studiare al punto di riuscire a cantare e suonare da solo per il film e in pubblico. Ha raccontato che sul pullman gli ha detto “Tommy Boy, c’è un festival country a Wheatland e vorrei che cantassi in pubblico” e quello è stato una sorta di battesimo di fuoco. Ha parlato della dura vita di Hank Williams e del suo problema con l’alcool, ha detto di aver finito da così poco di lavorare al film da sentirsi ancora quasi nei suoi panni.

– Sull’importanza della campagna contro la disparità di genere “He for She”, promossa dall’amica Emma Watson con un discorso alle Nazioni Unite, ha ribadito che è cresciuto in una famiglia di sole donne in assoluta parità di diritti e che “equality was just my way of thinking anyway“.

Nei pochi minuti rimasti il pubblico ha fatto delle domande.

Una ragazza ha chiesto “Quale parte femminile ti piacerebbe interpretare?” e Tom ha risposto: “C’è una produzione di Enrico IV al Donmar tutta al femminile penso che dovrebbero essere le donne ad avere la possibilità di fare più ruoli maschili”.

Un ragazzo gli ha chiesto se si sarebbe fermato a firmare gli autografi e la sua risposta è stata “No scusatemi devo proprio andare, la mia agenda me lo impone”. La cosa era stata ribadita fino alla nausea dallo staff del teatro per cui sinceramente la domanda è apparsa davvero fuori luogo.

Un’altra ragazza ha chiesto “Come hai fatto, hai detto a tua madre “domani voglio fare l’attore?” e lui ha risposto “Roma non si è fatta in un giorno”.

L’ultima domanda da parte di una ragazza che ha chiesto se trovasse più semplice interpretare ruoli simili al suo carattere. Tom ha risposto che in ogni ruolo che interpreta trova una parte di se stesso: la sua bontà si esprime nel Capitano Nicholls, la sua giocosità in Loki e la severità con sé stesso è in Coriolanus. Solo l’alcolismo di Hank Williams è totalmente estraneo al suo carattere, perché “I love my life too much“.

Tra gli aneddoti frivoli di poca importanza, una ragazza ha tossito in prima fila e lui gli ha offerto dell’acqua, un ragazzo è passato sotto il palco curvo per uscire dalla sala e Tom ridendo ha aspettato che passasse.

Tom era vestito con il gilet che aveva a Roma al photocall per The Avengers, la cravatta bordeaux e la camicia bianca con le maniche avvolte fino ai gomiti.

Ha chiesto al pubblico se qualcuno avesse bisogno di sapere l’aneddoto di Michael Grandage (ex direttore artistico del Donmar) a cui si riferivano lui e l’intervistatore, ed ha spiegato Grandage dice che “Il teatro inglese è famoso per dare il suo meglio in primavera e andare malora in autunno”.

Nessuna menzione di Crimson Peak.

Ha ringraziato di cuore tutti i presenti, è stato un incontro molto informale di un ora e mezza.

 

Marina & Francesca

 

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