Only Lovers Left Alive serata con concerto a tema

Mi affaccio a questa nota, dopo la quarta visione del film, alla Premiere Londinese al cinema Odeon in compagnia immancabile di Marina e Valentina, con a seguire un “piccolo” resoconto sulla serata a tema che ha seguito la visione.

Un uomo e una donna, due amanti divisi da continenti, si riposano nei loro giacigli: un letto a baldacchino bianco, e un divano nero, fanno da cuscino alle loro vite, mi correggo alle loro “non vite”. E correggo anche l’incipit: quelli che vediamo infatti non sono un uomo e una donna, ma lo furono tempo addietro. Ora sono creature distanti, solitarie, notturne, che si nutrono di solo sangue. I due vampiri sono innamorati da secoli, si sono sposati diverse volte, hanno condiviso tutto, e nonostante siano “costretti” da circostanze oscure a vivere lontani, si amano come la prima volta. Adam è una ex rock star, ma fu compositore di ben altri generi musicali nel passato, che nell'”anima” sembra uno specchio della sua casa, un magazzino incasinato, pieno di di fotografie, vinili, strumenti musicali, ciarpame di ogni tipo, riluttante a dover dividere il mondo con gli umani che definisce “zombie”. Vive a Detroit nel fumo di un maniero isolato da tutto.
La sua “lady”, Eve, è un’amante dei classici della letteratura, conosce moltissime lingue e nutre un profondo interesse per la danza e le scienze naturali; vive a Tangeri, nella suggestione degli incensi e la magia delle notti d’oriente.
Adam ha un unico confidente, Ian, un ragazzetto facinoroso che rimedia qualunque assurdità si possa trovare sul mercato, e nel sotto mercato; a lui si affida per trovare un proiettile

di legno, per farla finita con la sua immortalità.
Eve, preoccupata per lo stato d’animo di Adam, senza sospettare niente, torna da lui, lasciando Tangeri e il suo spacciatore di sangue preferito, niente-popò-di-meno-che Christopher Marlowe, che fu autore, secondo Jarmusch, di tutti i manoscritti di Shakespeare, e derubato della sua arte, ora recluso vampiro che non ha perso la voglia di comporre.
Con il ritorno della sua amata, Adam ritrova, se non la voglia di vivere, il suo bisogno di passione, un amore che solo Eve può dargli.
Fino a che i tre vampiri del racconto cominciano a fare un sogno che riguarda una sbarazzina vampirella sorridente: la sorella di Eve, Ava, una smorfiosa e invadente ospite, che distruggerà la loro dolce tranquillità.
Il caleidoscopio di musiche, luci, ma soprattutto ombre che ci

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propone Jarmusch, non è un film “per tutti”, ma è un sofisticato e ironico affresco di situazioni che si susseguono, non prettamente finalizzato a trovare una conclusione a tutto, o una destinazione precisa verso una morale; è un teatro d’atmosfera, un film “da camera” in cui i pochi personaggi danno tutto e prendono tutto. Tom Hiddleston e Tilda Swinton sono due facce della stessa medaglia, il nero e il bianco, lo jin e lo jang: sono complementari e diversi nella loro complicità eterna, vivono un amore cementato dal tempo, consolidato da una trascinante sensualità e una tenerezza disarmante, che, in questo mondo di illusi e rassegnati, li rende esseri umani, appunto, “gli ultimi amanti rimasti in vita”.

La serata a tema si è svolta nel locale Heaven. All’entrata, uomini in camicia, vestiti da chirurghi come il “Dr Faust” ci hanno offerto un drink color sangue.
Per “drogarmi” sono dovuta andare in bagno: ok che ormai i vampiri sono ovunque, ma bere in pubblico mi sembrava troppo! E là ho scattato la foto. Potete anche notare il braccialetto della serata.

olla01Nella prima sala era ricreato lo “studio” di Adam, con le prop usate da Tom Hiddleston stesso nel film, come i suoi occhiali da sole e lo strumento musicale di Tangeri.

olla02Nella seconda sala c’erano il letto di Eve e la parete di Marlowe, con il pugnale sul manifesto di Shakespeare.

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Il dresscode era a tema così, grazie agli scatti di Valentina, ho folleggiato, improvvisando uno spin off cosplay da drogata di 0 negativo. Perdonatemi, ma quando mi ricapitava?
… con inevitabile sete di sangue umano fresco sul finale.

A seguire, siamo andate sotto il palco, dove si sono esibiti diversi artisti presenti nel film. Siamo passati dal farci incantare dalla bellissima e talentuosa Yasmine Hamdan (video della canzone presente nel film interpretata da lei stessa nella scena), una donna “troppo brava per diventare famosa” (cit. di Adam).
Abbiamo applaudito gli SQÜRL, il gruppo di Jarmusch stesso (qui un video) e abbiamo dato una scossa ai nostri timpani con gli White Hills (altro video qui).
Chi mi conosce sa che c’è una cosa a cui in ogni occasione non so resistere: I GADGETS! Così abbiamo: il Vinile in edizione limitata (come quello che gira all’inizio del film) contenente la colonna sonora; il braccialetto di Eve con il teschio nero che rappresenta Adam; il portafoto anticato del film; il foglio di istruzioni (messo su i nostri sedili al cinema) della Lumiere, la compagnia aerea (inventata) con cui viaggiano i protagonisti; la busta della farmacia (inventata pure questa) dove Eve prende le scorte di sangue quando si trova da Marlowe; un sacchetto di sangue B.

E ora vi chiederete: c’era Tom Hiddleston? No, non c’era, e se c’era non si è ancora saputo, ma Jim Jarmusch, il regista (che voi cinefili conoscete benissimo) si è manifestato in una carinissima conversazione. Prima di fare l’autografo, si è scusato perché nel portafoto non c’era la foto in bianco e nero “anticata” (era previsto la facessero ai partecipanti e la mettessero all’interno, ma la macchina era rotta) e io gli ho detto “non preoccuparti io ho già questa”, mostrandogli il mio ciondolo a tema. E’ rimasto senza parole dicendo che era “unbelievable”. Poi ci è venuta incontro Yasmine e e la chitarrista degli White Hills.

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E dopo? E dopo al Donmar a fare la fila per Coriolanus: una lunga notte di pioggia.

Tutte le foto le trovate qui