Coriolanus: recensione italiana della serata al Tiberio

Un sentito grazie a Michela Doc del blog The Garden of Crazy Anglophilies che, presente come molti al Tiberio di Rimini lo scorso 30 gennaio, ha pubblicato oggi una recensione accurata non solo dell’opera, ma dell’intera serata: così anche i molti che non hanno potuto andare, hanno la possibilità di respirare l’atmosfera dell’evento 😉
Come la stessa Michela scrive nel blog, il Tiberio è un piccolo cinema parrocchiale di San Giuliano, piccolo borgo di pescatori in quel di Rimini; per cui, lei stessa me l’ha confermato, una produzione di nicchia come può essere questa opera di Shakespeare, in lingua inglese con sottotitoli in inglese  in mezzo alla settimana, a gennaio, è praticamente un successo!

tiberio

Il cinema Tiberio di Rimini

Oltre alla location italiana della serata, Michela ci tiene a specificare la particolarità del Donmar Warehouse, che appunto è un ex-magazzino alimentare situato vicino a Convent Garden. La particolarità del Donmar è che non ha palco, gli attori si esibiscono all’interno di un rettangolo di pochi metri, a livello della platea con delle quinte praticamente inesistenti. Il che rende le rappresentazioni molto coinvolgenti e di sicuro impatto.
Peccato non essere là!

Stage in the Donmar Warehouse Theatre

il palco del Donmar Warehouse

Alcuni commenti di Michela circa l’interpretazione di Tom:

Vedere Tom Hiddleston comparire in scena coperto di sangue, tanto sangue da macchiargli i denti mentre parla, è stata una cosa molto, molto intensa, così come vedere il lavoro dei truccatori per le sue ferite da battaglia, tanto che la scena in cui si lava di questo sangue mi ha dato un senso di bruciore e fastidio, proprio quello che si proverebbe lavando una ferita aperta e sanguinante.
(…) è un personaggio con cui è difficile empatizzare, è un soldato perfetto, e un politico disastroso, una persona che non sa accattivarsi le persone, e che per la maggior parte ha idee praticamente fasciste. Eppure, non si può che osservare l’entusiasmo e la ferocia in quel viso (a mio parere cesellato dagli Dei – ma io sono io), la forza e l’implacabilità nel suo sguardo e infine la commozione nei suoi occhi e quella dimensione in cui non si recita più, ma si è.

corolianus-stage
Circa l’interpretazione di Mark Gatiss, Michela lo legge in una chiave molto paterna:

(…) non è un essere meschino e calcolatore, è colui che cerca di riportare il soldato alla vita civile, che cerca di elevarlo per i suoi meriti ma in effetti non è in grado di capire che lui sta cercando di cambiarlo, quando invece crede di dover far emergere un qualcuno che in effetti Coriolano non è mai stato, ovvero il console e il politico, non il soldato.

Michela conclude la sua recensione dicendosi soddisfatta e confermando che per lei questa lettura contemporanea di Shakespeare è un’operazione perfettamente riuscita. Potete comunque leggere la sua recensione integrale qui 😉

Io mi sento di aggiungere (da persona che ancora non ha visto l’opera, beninteso) che Tom ha per l’ennesima volta dimostrato la sua sensibilità e intelligenza nello scegliere di prendere parte ad un piccolo  progetto di nicchia, un testo non facile e un personaggio non certamente simpatico, ma che sicuramente scuote, emoziona e fa riflettere. In un periodo storico come quello che ci troviamo a vivere, in cui il popolo perde fiducia nei governanti, soprattutto.

fonte: The Garden of Crazy Angophiles