Recensioni del Coriolanus

Ecco qui le traduzioni di alcune delle recensioni che da una settimana popolano il web. Mi sono presa la libertà di accorciarle e tagliuzzarle qua e là quando erano un po’ troppo lunghe.

Tom Hiddleston Caius Martius Coriolanus Photo by Johan Persson 7La prima viene da RevStan, un giornalista/economista appassionato di teatro e cinema che ama commentare e parlare molto di entrambi.
Ecco qui il suo entusiastico commento:

Tom Hiddleston non attirava la stessa quantità di attenzione femminile l’ultima volta che lo vidi sul palco in Othello e in Ivanov nel 2008, ma da allora ha fatto il suo esordio sul grande schermo nei panni del fratello cattivo Loki (brillantemente) nella serie di Comic Movie della Marvel.
Il fatto che, prima di sbarcare a Hollywood, avesse già una solida carriera su un palco soddisferà quella parte di critici teatrali che disapprovano i cast stellari.
Hiddleston è un attore molto apprezzato (guardatelo interpretare l’Enrico V nella serie The Hollow Crown, andata in onda l’anno scorso sulla BBC se non mi credete) ed ero certo sarebbe stato altrettanto bravo nel ruolo dell’eroico, orgoglioso e tragico condottiero romano Coriolano.
Che sia perché fosse consapevole dell’odience decisamente più giovane che la presenza di Hiddleston avrebbe attratto a teatro o solo per il desiderio di dare alla produzione un aspetto più fresco e contemporaneo, Il Coriolanus della regista Josie Rourke è energico e veloce.
Il muro di mattoni sullo sfondo del palco è imbrattato di graffiti che riflettono l’opinione della gente comune nell’opera, graffiti freschi vengono aggiunti utilizzando proiezioni, man mano che la trama si dipana. Oltre ad una serie di sedie nere e una scala a chiocciola, non ci sono altre decorazioni o arredamenti in scena. Tra una scena e l’altra il cast posiziona le sedie in manovre coreografiche accompagnate da una rumorosa musica techno, scandendo il ritmo sbattendole a terra.
I costumi sono contemporanei, alcuni con un tocco romano. Molte calzamaglie, jeans neri e stivali con spade e cinture e armature di cuoio.
Coriolanus è una dramma politico dove il protagonista orchestra ignaro la sua caduta. E’ uno studio di orgoglio contro politica. Coriolano è un condottiero pieno di successi sul campo e un abile guerriero. L’umiltà che dimostra tornando a Roma vittorioso dopo aver sconfitto i Volsci ha vita breve quandoda popolo sorgono vecchi pregiudizi e lagnanze.
E’ un po’ snob e
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non teme di dire quello che pensa. Dove il suo amico Menenio (Mark Gatiss) placa, negozia e scende a compromessi, l’orgoglioso Coriolano non nasconde il suo disdegno. Qualcosa che alla fine lo acceca pericolosamente. Così come la sua stella è sorta, altrettanto velocemente cade, quando ormai è troppo tardi per Coriolano per mostrare pentimento.
Hiddleston interpreta Coriolano con la giusta dose di charme per stringere le corde della tragedia. Sarebbe facile renderlo troppo spavaldo e renderlo così antipatico, ma ci sono indizi di un lato nascosto, indizi che lui sia più di un essere umano fatto e finito di quanto la sua ossessione con l’onore e l’orgoglio possano suggerire.
Sembra fisicamente esausto quando compare sanguinante dopo una battaglia come se l’adrenalina sia alla fine calata. Il suo corpo trema di dolore mentre l’acqua scivola sulle sue ferite. (Ebbene si, si assiste ad un parziale spogliarello di Hiddleston sotto un torrente di acqua che lo lava). Ci sono anche segni di paura quando si ritrova alla mercé del suo passato nemico.
Con la madre Volumnia (Deborah Findlay) è possibile vedere dove abbia preso il suo temperamento. La scena in cui la donna, insieme alla moglie Virgilia (Birgitte Hjort Sorensen) lo implorano di rinunciare ai suoi piani di vendetta e una lezione di conflitto emozionale.
Con tutta la musica, lo sbatter di sedie, le docce di petali, sudiciume e altri oggetti (non è solo acqua quella che cade su Hiddleston) , questa opera merita congratulazioni, per il cast e per la regista. Hiddleston è così bravo che è facile perdere di vista il resto del cast. Gatiss, Peter de Jersey, Elliot Levey e la Findlay offrono interpretazioni superbe – infatti ci sono troppi nomi per ricordarseli tutti.
Questa è stata una anteprima e ci sono ancora aggiustamenti da fare circa il ritmo e la recitazione di alcune battute nella prima parte, ma una volta nel vivo, sembra volare. C’è stato un applauso rapito (alcuni si sono anche alzati in piedi, ma non conta quando si tratta del cast tecnico) e dopo la Rourke ha ricevuto abbracci e congratulazioni. L’ho sentita dire: “Diventerà sempre migliore, è solo la prima”. Modesta o perfezionista?

Michael Coveney di Whats On Stage scrive:

Tom Hiddleston, recentemente visto nella parte del cattivo e uomo d’azione al cinema, votato inoltre come la star più sexy del mondo, sicuramente ne passa di tutti i colori nel Coriolanus: si arrampica su una alta, ripida scala a chiocciola, rimane a petto nudo, viene coperto di sangue, se la tira, viene bersagliato da pomodori marci dal popolo, combatte come come un monaco ripetano e muore a testa in giù, appeso per i piedi come Mussolini.
Eppure la cosa eccezionale circa la sua esibizione nella produzione snella e sold-out diretta da Josie Rourke è che rimane contenuta, fredda, incrollabile.
L’eroe militare è catapultato – suo malgrado – dentro il potere politico, perde consensi, si rivolta contro l’elettorato Romano (“You common dry of curs”), va a cercare il suo mortale nemico Aufidius (un Hadley Fraser barbuto e ruvido), leader dei Volsci, ritorna per distruggere la sua città natia, si addolcisce alla preghiera della madre (Deborah Findlay) ed è additato quale traditore dalla squadra ospite.
E’ una storia semplice, spartana, apparecchiata con alcuni dei versi più vividi, brillanti e vigorosi di Shakespeare, e Hiddleston la cavalca come un cavaliere olimpico. Coriolano è un personaggio molto più complicato e conflittuale di Enrico V – che Hiddleston ha interpretato in maniera memorabile in tv l’anno scorso – e l’approccio qui è di lasciare che i colpi di scena e le svolte si formino intorno a lui, definendo il personaggio dall’effetto che ha sul popolo.
Così, le zone vuote e cupe di Hiddleston sono colorate dalle parole e dalle opinioni degli altri, variando dalla ragionevolezza morbida del Menenio di Mark Gatiss, con il suo grande discorso circa il corpo politico, alle riflessioni acide dei tribuni interpretato con fine sarcasmo da Elliot Levey e Helen Schlesinger.
E poi ci sono le mogli dei soldati, Volumnia, Virgilia, ma moglie lontana dell’eroe, e l’amica di lei Valeria.
La regista e la scenografa Lucy Osborne hanno creato un alto muro di graffiti, illuminato da Mark Henderson, la scena messa in moto da una fila di sedie continuamente spostate.
E’ una scenografia scarna e impressionante insieme (la doccia di petali rossi è l’unica caduta di stile), che sorprendentemente rinnova l’idea del dramma storico come fosse una pezzo da camera; si capisce come la prima messa in scena fu nel 1608 nell’intimità del Blackfriars Theatre.
La singola scala viene replicata da proiezioni durante l’assedio di Corioli, e la battaglia viene rappresentata con fuochi d’artificio. L’intensità dell’opera è condivisa dall’intero cast, non ultimi Peter De Jersey nella parte di Cominio e Alfred Enoch intenso Tito Larzio.
La prima immagine è quella di un giovane Marzio (Joe Willis al debutto) che disegna un cerchio di sangue, presagio di un gioco a cui si unirà con una spada giocattolo.
Ciononostante, non c’è nulla di giocoso circa la furiosa invettiva del primo cittadino (Rochenda Sandall) che segue.
Ciò che viene dopo suggerisce che il Coriolano di Hiddleston veda se stesso come un giocatore flessibile, sicuro di sé, piuttosto che un uomo di guerre a proattivo e professionale (nello stile di Ian McKellen o Toby Stephens). E’ una interpretazione originale, disturbante, quasi un commento alternativo al geniale film di Ralph Fiennes.

Tom Hiddleston Caius Martius Coriolanus Photo by Johan Persson 3
E infine Jill Lawless del Huffington Post, scrive:

Ton Hiddleston sorprende i critici nel Coriolanus di Shakespeare
Tom Hiddleston è andato dal teatro a Thor e ritorno.
L’attore britannico è tornato alle sua radici teatrali con l’acclamato ruolo nel Coriolanus di William Shakespeare.
“Shakespeare mi ha condotto ai supereroi, ” ha detto Hiddleston all’Evening Standard, mentre i critici deliravano sulla sua performance nella tragedia grondante sangue del Bardo in scena alla Donmar Warehouse.
Hiddleston fece il suo debutto nel piccolo teatro nel 2008 con Othello. Il regista Kenneth Branagh in seguito lo volle nel film dedicato a Thor e da allora ha continuato ad interpretare il fratello cattivo dell’eroe norreno Loki in tre film della Marvel Studios. Di recente, ha anche interpretato il vampiro anticonformista assieme a Tilda Swinton in Only Lovers Left Alive di Jim Jarmusch.
Torna quindi a teatro come l’anti-eroe dell’ultima tragedia scritta da Shakespeare. In un certo senso il personaggio è il lato oscuro del re-guerriero Enrico V – un ruolo che Hiddleston ha interpretato nella miniserie della BBC The Hollow Crown-
Caio Marzio Coriolano è un antico guerriero romano le cui doti e il cui temperamento, così vitali in battaglia, diventano inadatte in politica.
Il giornale Independent elogia di Hiddleston il “potere stellare e divampante”, mentre il Daily Telegraph trova l’attore trentaduenne “convincente e persuasivo come una snella, meschina macchina per uccidere”.
Un’opera intrisa di tradimento e spargimenti di sangue diretta con ritmo, chiarezza e profondità – e persino contro ogni previsione, qualche risata – dal direttore artistico del Donmar Josie Rourke.
La scarna, moderna produzione illustra una visione politica sofisticata, cinica e rilevante. Il disprezzo di Coriolano per il popolo – “la massa mutevole e puzzolente” – è la sua rovina. Ma le masse vengono mostrate come volubili e manipolate dai viscidi tribuni scelti per rappresentarle.
Il fisico di Hiddleston sicuramente soddisferà i molti fan, alcuni dei quali si mettono in fila ansiosamente per gli autografi prima dello spettacolo.
Lui si cimenta in combattimenti pericolosi, viene inzuppato di sangue, si spoglia e fa una memorabile doccia sul palco, sangue e acqua che scorrono lungo il suo corpo a fiotti.
Nel Times di Londra, Dominic Cavendish ha notato che la scena “farà piacere agli spettatori di MTV che hanno appena votato Hiddleston l’uomo più sexy del mondo”.
Lo spettacolo sarà in scena fino all’otto di febbraio prossimo e verrà trasmesso in diretta in 300 cinema in tutto il mondo il 30 gennaio.

Tradotto da: Helenia Biondani