Tom Hiddleston intervistato da Badtaste.it

Solo tre anni fa in pochi conoscevano Tom Hiddleston. Ora è una delle stelle più amate e ricercate di Hollywood, grazie (ma non solo) alla sua interpretazione di Loki nei film dei Marvel Studios – un ruolo che ha creato, soprattutto online, un esercito di fan che lo sostengono. Lui e Robert Downey Jr. sono le “rockstar” dei film Marvel, e lo dimostra l’entusiasmo con cui Hiddleston è stato accolto quest’anno sul palco della sala H del Comic-Con di San Diego.

Noi lo abbiamo incontrato qualche settimana più tardi, alla D23 di Anaheim (California). Con lui abbiamo parlato di Loki nei tre film Marvel ai quali ha partecipato, di come è arrivato a questa parte e dei motivi per cui è così amato.
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Sei uscito abbastanza “maltrattato” da The Avengers (specie da Hulk). Come evolverà la transizione del tuo personaggio da The Avengers a Thor 2?
Spero che la mia parte non sia sembrata troppo “uno scherzo” in The Avengers, anche se quel momento in particolare è stato davvero divertente. Quando ho letto la sceneggiatura per la prima volta l’ho ovviamente trovata divertente. E’ stata una scena interessante da girare, perché mi hanno fatto saltare a destra e a sinistra, avevano legato le mie gambe a dei cavi e ho dovuto impegnarmi molto a livello fisico. Non facevo l’intero arco, ma ho girato tutti gli atterraggi, quindi sono molto fieri del mio lavoro in quella scena!
Alla fine di The Avengers Loki è molto ammaccato ma è ancora vivo ed è ancora un dio. Penso che per quanto il personaggio abbia avuto successo – dal primo Thor a questo secondo Thor, passando per The Avengers – ora si troverà a tenere le carte ancor più vicino al petto. Se si comporterà bene, non lo vedrete mai; se dirà la verità, non lo capirete mai. Gioca a poker in maniera sempre più astuta e imprevedibile.

Avresti mai immaginato, leggendo la sceneggiatura del primo film, che il tuo personaggio sarebbe diventato così iconico e amato?
Assolutamente no, mai. Voglio dire, era lo scenario migliore, ma probabilmente molto più in là di quanto potessi immaginare. Ricordo che quando lessi la sceneggiatura mi esaltai tantissimo, ma non avevo ancora nemmeno iniziato a creare il personaggio. Penso che mi abbiano dato molta libertà nel creare il mio personaggio, e io l’ho vissuta come una bella opportunità per costruire qualcosa di colossale, ricco, dettagliato. Mi sembrava un personaggio dalle dimensioni enormi, con così tante sfumature interessanti. Ma mi ci volevo anche divertire, e la sceneggiatura che avevo letto era una storia di origini sia per quanto riguardava Thor che per quanto riguardava Loki. Ma stare in piedi davanti a 70,000 persone e sentirmi come Mick Jagger… quello non l’avrei mai immaginato.

E Kenneth Branagh era consapevole del fatto che Loki avrebbe avuto una parte così importante nell’Universo Cinematografico Marvel?
Sì, e me ne parlò ma io non lo ascoltai, perché sapevo che dovevo fare una cosa alla volta per farla bene. Prima delle riprese stavano già iniziando a pensare alla

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struttura di The Avengers – penso che non fosse stato ancora nemmeno coinvolto Joss Whedon – e un paio di settimane dopo il mio casting sono andato alla Marvel a salutarli. Loro mi hanno fatto le congratulazioni, parlando del fatto che “ora si parte”. Mi sono seduto nell’ufficio di Kevin Feige e lui mi ha detto: “E’ incredibile. Abbiamo dei piani colossali per Loki. Lascia che ti dica una cosa: sarà il villain di The Avengers”. Mi ha spiegato che voleva che The Avengers riprendesse la primissima edizione del fumetto, dove Loki è il motivo per cui si forma il team. Ho pensato: “Bene, è fantastico, ma mancano un paio di anni, e prima devo fare questo film,” non riuscivo letteralmente a pensare così lontano nel tempo. Questo dovrebbe farvi capire anche slo lontanamente come funziona la mente di Kevin. Sono molto felice che abbia creduto così tanto in me.

In un primo momento partecipasti alle audizioni per interpretare Thor: che tipo di Thor saresti stato? Pensi che il tuo Loki sia stato “migliorato” dal fatto che non ottenesti la parte di Thor?
Le audizioni di Thor si stavano svolgendo durante il mio primissimo viaggio a Los Angeles in qualità di attore. Avevo firmato un contratto con un agente sul retro del teatro dove stavo facendo il mio spettacolo di Shakespeare a Londra, mi avevano detto “vieni a Los Angeles e ti mostreremo la città”. Avevo intenzione di partecipare a qualsiasi provino, qualsiasi cosa, e Thor è una delle parti per le quali ho fatto l’audizione. Sembra che in generale a Hollywood le porte fossero chiuse per un attore sconosciuto come me, visto che si cercavano attori con un profilo più conosciuto. Ma per un film come Thor, visti i miei legami con Kenneth Branagh a Teatro, ho pensato: “Almeno ci sarà qualcuno a Hollywood al quale non dovrò dimostrare nulla, perché sa che riesco a recitare”. C’era anche da considerare il fatto che all’epoca la Marvel era molto aperta a coinvolgere un attore semisconosciuto per interpretare Thor, perché volevano lavorare sul personaggio e presentarlo al pubblico. Quando non ho ottenuto il ruolo, Kevin e Kenneth mi hanno chiamato di persona, e mi hanno detto: “Non interpreterai Thor, ma vorremmo interpretassi Loki”. Ken mi ha assicurato che in realtà si trattava del ruolo che avrei voluto veramente interpretare. E in una certa maniera è stato un vero dono, non me ne pento assolutamente. Non ho mai pensato che sarebbe stato meglio interpretare Thor. Chris Hemsworth è uno dei miei migliori amici, ora, e lavorare con lui mi fa crescere come attore: abbiamo una chimica molto buona sul set, e alla fine è andata proprio come doveva andare. No riesco a pensare a che tipo di Thor sarei stato, ma sono molto fiero dell’audizione che ho fatto, e sono sicuro di aver dimostrato loro di essere un bravo attore, perchè non mi sono mai impegnato tanto in vita mia come quella volta. Mi avevano telefonato e mi avevano chiesto: “Riesci a mettere su più muscoli possibile in sei settimane?” E così sono passato da 81 a 89 chili, con il 7% di grasso corporeo (e ho ancora le foto che lo dimostrano). Non mi sono mai messo in gioco così’ tanto, e ho dimostrato a me stesso cosa ero in grado di fare. Per me è stata una esperienza enormemente istruttiva.

E per quanti film hai firmato?
Sei. Quindi per ora sono a tre. Non so se me ne faranno fare altri però: dipende tutto dai piani di Kevin.

fonte: Badtaste.it