Intervista per Vanity Fair n° 47 – 27/11/2013

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“Vi sembro cattivo?”

Eroe preferito: Superman. Bevanda: acqua gassata. Colore: blu. A Londra abbiamo sottoposto il terribile Loki di Thor al questionario di Proust e lui ha risposto a tutte le domande. Tranne una.

Se digitate il nome di Tom Hiddleston su Google, vi appariranno decine di fan club e siti dedicatigli da ragazzine adoranti. Lo amano su Facebook. Lo inseguono su Twitter (mentre scrivo ha 842.438 follower), dove c’è anche una pagina dedicata a Loki (lLove Tom Hiddleston, @Loki_Page), con quasi 20 mila seguaci.
Purosangue inglese, 32 anni, coltissimo, superscuola privata a Eton, laurea in lettere classiche a Cambridge e poi Accademia di Arte drammatica di Londra, Hiddleston nasce come attore shakespeariano a teatro.
Poi è stato il capitano Nicholls in War Horse di Steven Spielberg e lo scrittore F. Scott Fitzgerald nel film Midnight In Paris di Woody Allen. Ma è grazie al personaggio di Loki in Thor che è entrato nella lista delle celebrity più paparazzate del Regno.

Lo incontriamo al Dorchester di Londra – uno degli hotel più glam della capitale inglese, con davanti all’ingresso Ferrari dorate con targa araba e Lamborghini rosa fucsia dalle striature fiammeggianti – in vista del lancio di Thor: The Dark World, colossal in 3D della Marvel, dove Hiddleston interpreta, appunto, Loki, il fratello cattivo e traditore di Thor (Chris Hemsworth). Questa volta si tratta di difendere i Nove Regni da una razza malvagia proveniente da un mondo antico e lontanissimo, guidata da Malekith il signore degli Elfi Oscuri. Nel cast ci sono anche Anthony Hopkins nei panni di Odino, e Natalie Portman in
quelli della scienziata svampita Jane Foster, innamorata di Thor. In questo nuovo episodio, Loki potrebbe riscattarsi e mettere i suoi poteri a servizio del bene. Potrebbe morire, ma anche no.

Tom ha una camicia azzurra chiara, un vestito blu di sartoria, scarpa nera lucida. Look da perfetto gentleman britannico. Risponde a tutto, tranne alla domanda se è fidanzato. Da quando, nel novembre 2011, si è lasciato con la collega Susannah Fielding dopo,una storia di due anni, sulla sua vita privata è sceso il mistero. A chi gli fa presente che su Internet è pieno di fan a caccia di risposte, ribatte: «Capisco la curiosità… Quando ci sarà qualcosa da dire, la dirò». Nel frattempo, gli è stato attribuito un flirt con l’attrice Jessica Chastain, e dal luglio scorso una fidanzata, la discografica Jane Arthy. Alcuni tabloid dicono che si sposeranno, altri che si sono già lasciati, e che Tom, in seguito, ha avuto un flirt con Lara Pulver, ex di Josh Dallas, suo collega in Thor.

Dopo Loki, a dicembre farà il Coriolano di Shakespeare a teatro. Meglio stare sul palcoscenico o sul set?
«Difficile dirlo. Ci sono giorni che è molto gratificante stare di fronte a un pubblico in carne e ossa, perché si crea un certo feeling. Altre volte è interessante recitare davanti a una telecamera puntata molto vicino sul tuo viso, perché puoi esprimere sensazioni impossibili in un teatro. Mi piacciono entrambe le esperienze e credo che siano complementari».

Che cosa è la fama per lei?
«Ogni attore non potrebbe definirsi tale senza un pubblico. Avere una vasta audience interessata a quello che faccio è gratificante. Non potrei chiedere di meglio».

I fan le mandano lettere, pupazzi, cuoricini. Risponde personalmente su Twitter e su Facebook?
«Su Twitter si. Le lettere che ricevo sono spesso ben scritte e spaziano da Enrico V (un adattamento tv della tragedia di Shakespeare, mandato in onda dalla Bbc, ndr) a Midnight In Paris, a Loki. Mi piace che ci sia tanta varietà e interesse».

Ora le faccio un po’ di domande tipo il questionario di Proust, a uso e consumo dei suoi fan. Qual è la miglior virtù che lei apprezza in una persona?
«Il sense of humour e la gentilezza».

Il suo eroe preferito?
«Da ragazzino il mio eroe era Superman. Ma mi piace molto anche Enrico V di Shakespeare. E poi il personaggio recitato da Tom Hanks in Salvate il soldato Ryan».

E la cosa che odia di più?
«Il cinismo».

Qual è la sua idea di felicita?
«Stare con la mia famiglia, rilassato, e poter ridere insieme».

E di infelicità?
«La solitudine. Non c’è niente di peggio che sentirsi solo al mondo».

Colore preferito?
«Blu».

Cibo preferifo?
«Uhhhh. Ce ne sono troppi. Ma se proprio devo scegliere, un bell’hamburger».

Bevanda?
«Caffè e acqua gassata».

Non dica così. Un inglese purosangue che beve acqua gassata non si è mai sentito. Dica qualcosa di alcolico.
«Vodka tonic».

Se potesse scegliere il prossimo ruolo, chi le piacerebbe interpretare?
«Un personaggio eroico. Trovo emozionante quando uno è messo alla prova, fisicamente, emotivamente e continua a fare la cosa giusta, senza debolezze. Questi sono i personaggi che mi fanno piangere».

Lei ha frequentato Eton, il college dei principi William ed Harry, e del premier Cameron.  Come ci è finito?
«Avevo 13 anni e dovevo scegliere la scuola superiore. Mio padre tornò da una visita a Eton e disse: “Ci sono 15 campi da calcio. Te lo puoi immaginare? Quindici. C’è un teatro. C’è un edificio solo per dipingere. Ci devi andare. Devi”. (Fa una pausa, ndr). Quando tuo padre è una persona che viene dal nulla e si è costruito una vita e un lavoro straordinari, e fa di tutto per darti la migliore educazione possibile, non ti tiri indietro».

Per entrare a Eton bisogna studiare parecchio e avere ottimi voti (la media del 9 in Italia). Ma per capire meglio le parole di Tom, manca un tassello. E cioè che suo padre James è originario di Greenock, un distretto operaio vicino a Glasgow. Figlio di un carpentiere, lavorava da un macellaio mentre studiava al liceo. Alla fine è riuscito a iscriversi all’università ed è diventato amministratore delegato di una grande industria farmaceutica. Non c’è bisogno di chiedere a Tom se James Hiddleston è fiero di lui.