Diario per Bazaar UK – Live Below the Line

Tom Hiddleston ha scritto un diario esclusivo per Bazaar dove, con la sua solita profonda riflessività, ci parla dei suoi giorni di “Live Below The Line”  e soprattutto di cosa questa sfida ha significato per lui. Ecco qui la traduzione dell’articolo… Buona Lettura

Da Domenica 7 aprile fino a Giovedi 11 aprile 2013, l’attore Tom Hiddleston ha trascorso cinque giorni vivendo con cibi e bevande  che costavano meno di £ 1 al giorno. Lo ha fatto a sostegno dell’iniziativa “Live Below The Line” che parte definitivamente questa settimana, e che ha lo scopo di raccogliere fondi per opere di beneficenza; tra i sostenitori troviamo anche l’UNICEF UK. In particolare l’iniziativa vuole portare le persone ad avere una più profonda comprensione sulle circostanze di vita di alcuni uomini, donne e bambini che devono sopravvivere con £ 1 al giorno – ogni singolo giorno.

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“Ho voluto sostenere l’inziativa e prenere parte a questa sfida di vivere in £ 1 al giorno per compassione e per il desiderio di comprendere le restrizioni, i sacrifici e le condizioni dei meno fortunati, ma che purtroppo non hanno una scelta. Per me è stato sperimentare volontariamente anche la più piccola frazione della fame, così come la disciplina necessaria a sussistere su una piccola quantità. Le famiglie più povere del mondo, di tutto il mondo, affrontano una malnutrizione tale che anche la loro crescita e il loro sviluppo vengono ostacolati.

Ecco il dunque. Realmente non ho mai vissuto “below the line” … sotto la soglia  … almeno, non al di sotto della soglia di povertà. Vivo in una bella casa a Londra, con l’acqua e un tetto sopra la mia testa, con gas ed elettricità. Dal rubinetto della mia cucina scorre acqua potabile. L’ambiente in cui vivo è comunque confortevole. Ma i bambini che vivono al di sotto di quella soglia di povertà non hanno nessuna di queste cose.

Al contrario, vivo una vita beata e molto attiva. Ma non è stato sempre così: tutti iniziano dal basso. Ho lavorato sodo da quando ho lasciato la scuola per arrivare dove sono ora. Ma anche questa affermazione da sola è una dichiarazione di quanto in realtà sia stato fortunato. I miei genitori avevano un reddito sufficiente, non solo per nutrire me regolarmente e bene, ma anche per mandarmi in ottime scuole. Per ribadire quant’è già ovvio: l’educazione è potere. Lo è sempre stato e sempre lo sarà.
Sono stato molto, molto fortunato. Tutto questo mi ha dato una forza emotiva e fisica, che chi ha vissuto sotto la soglia per lungo tempo, non ha.

La maggior parte di noi sono attivi fisicamente. Come sostentamento, nella mia vita, ho un incessante rifornimento di energia: tre pasti nutrienti (uova, avena, carne, pesce), ma anche caffè, tè, banane, frullati, ortaggi biologici, frutta fresca, cioccolato, biscotti. Se mai mi sentissi senza energie c’è sempre qualcosa, qualche fonte di energia a portata di mano. Come la maggior parte delle persone, sono sempre di corsa. Dentro e fuori dalla città per le riunioni e i vari meeting. Sono in movimento per tutto il tempo. Anche quando sto lavorando come attore, che è prima di tutto un atto fisico, sul palco o sul set. Sono stato fortunato, perche quando ho intrpreso questa sfida, non stavo facendo atti o sforzi fisici, acrobazie o sequenze di battaglia.

“Vivere sotto la soglia” mi ha fatto pensare al cibo in un modo completamente diverso. Ho dovuto pianificare meglio, spendere meglio. Non ho sprecato un centesimo o una briciola. E’ stata una prova di spirito e di forza di volontà. E’ stato un test, semplicemente perché non  sono abituato a essere affamato. Per poter rimanere nel mio budget ho dovuto riflettere attentamente e prestare maggiore attenzione nel cucinare i miei pasti. Ho dovuto cucinare i miei pasti e non comprare cibo già pronto. Quando hai solo un sacchetto di riso da 1 kg devi prestare attenzione a non bruciarlo. Quando si hanno a disposizione solo due uova al giorno, devi cercare di cucinarle nel modo giusto.

Mi sono molto divertito a cucinare durante la mia settimana di  “Live Below The Line”, più di quanto abbia mai fatto. In realtà ho apprezzato molto di più i pasti che ho cucinato per me stesso che il cibo che normalmente compro già cotto – un caffè, un panino, il pranzo in un bar o in un take-away.
Attraverso questa sfida ho imparato l’importanza di preparare con cura il cibo. Ho imparato ad essere grato per ogni singolo boccone. Ho capito quanto ero abitutato a sprecare.

Mi sono anche reso conto che ho una dipendenza da caffeina e da caffè. Durante le prime mattine,senza la mia solita tazza di caffè, ho trovato molto difficile concentrarmi anche sui semplici compiti . Questo non suonerà di certo come una novità per chiunque abbia mai provato a smettere di fare uso di qualcosa da cui erano dipendenti. Ma dopo pochi giorni, la mia mente si è aperta e ho trovato un equilibrio più sostenibile.

Più che altro, ho imparato che non avrei mai potuto vivere la vita che faccio, se soffrissi la fame tutto il tempo. Alcuni dicono che la fame rafforza la volontà, ti mantiene forte. Steve Jobs ha detto una volta: “siate affamati”. Ma questo grande innovatore stava parlando metaforicamente nella lingua dell’ ambizione creativa. Nel suo campo, ha assolutamente ragione. La fame reale, tuttavia, uccide lo spirito. Più di questo, è ancora uno dei più grandi assassini del mondo dei bambini nei paesi in via di sviluppo. Ogni 15 secondi un bambino in qualche parte del mondo muore perché non ha abbastanza cibo da mangiare. Questa è la verità sulla fame. L’UNICEF si impegna a sradicare questa tragedia dalla faccia della terra.

Ho visto con i miei occhi la differenza che l’UNICEF può fare, ad ogni livello per curare i bambini malnutriti, in Guinea, in Africa occidentale. Ho intrapreso la sfida di “Below the Line” per aumentare la consapevolezza, la sensibilizzazione nelle persone e sostenere l’UNICEF nel suo impegno per salvare la vita dei bambini più poveri del mondo.

In definitiva “Live Below The Line” mi ha insegnato la gratitudine, a un livello ben oltre quello intellettuale. Questa settimana, se avete fatto lo stesso, avete il mio più grande rispetto

Fonte : Harper’s Bazaar UK

Tradotto da: Valentina Magginelli